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LENTISCO

LENTISCO

Pistacia lentiscus L.

Pianta sempreverde a portamento arbustivo alto 1 -3 m, raramente arboreo alto 6-8 m, con accentuato odore di resina; chioma generalmente densa per la fitta ramificazione, di forma globosa, con rami a portamento tendenzialmente orizzontale; corteccia squamosa di colore cenerino nei giovani rami e bruno-rossastro nel tronco; legno di colore roseo.
Foglie alterne, paripennate, glabre, di colore verde cupo, con 6-10 segmenti ottusi ellittico-lanceolati a margine intero e apice ottuso, lunghi fino a 30 mm, coriacee, glabre, con piccolo mucrone apicale e rachide leggermente alato.
Fiori dioici, attinomorfi, pentameri, tetraciclici, in pannocchie cilindriche brevi e dense disposte all'ascella delle foglie dei rametti dell'anno precedente; fiori maschili con 4-5 stami ed un pistillo rudimentale, vistosi per la presenza di stami di colore rosso vivo; fiori femminili verdi con ovario supero; petali assenti. Frutto : drupe globose o lenticolari, di diametro 4-5 mm, carnose, rossastre, tendente al nero a maturità, contenenti 1 seme.

PROPRIETÀ ED UTILIZZO
La resina nota come “mastice di Chios” (dal nome dell’isola greca da dove è originario) si ottiene dalla Pistacia Lentiscus L., che appartiene alla famiglia delle Anacardiacee ed ha la denominazione comune di Lentisco (detto anche Lentischio Mastico, Sondro, Stinco). Si tratta generalmente di un cespuglio talvolta di un piccolo albero, che può raggiungere un massimo di 5 metri, dall’odore resinoso, con numerosi rami e ricco di foglie. L’Olio essenziale della resina contiene composti triterpenici (acido masticinico, acido masticolico e acido masticonico). Il mastice di Chios, è risultato efficace nel trattamento degli squilibri del pH fisiologico e della funzionalità
del sistema digerente. Studi tecnici accreditati hanno dimostrato che l’assunzione di circa1 grammo al dì di gommoresina porta (nel giro di due
settimane) ad un miglioramento della sintomatologia gastroduodenale, oltre che alla eradicazione dell’Helicobacter pylori.(New England jurnal of medicine 12/1998)

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